Gabriele Basilico: Roma

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L’indagine di Basilico si dipana tra i due poli periferici, attraverso una lunga pausa spesa ai bordi del centro storico. In uno scorrere continuo, un loop di immagini, la periferia settentrionale e quella meridionale si fondono, quasi confondono, e la visione prosegue in questa sorta di orbita ellittica, misuratore della distanza tra fiume e città, che si avvicina in presenza della complessità del centro e si allontana giunta all’intensità delle periferie; unica costante l’acqua e una vegetazione quasi insospettabilmente onnipresente. (…)

Gli sguardi sono posati indifferentemente sugli errori e sui pregi, testimoniano con eguale interesse documentale, offrono una visione degli strati dimenticati e dei nuovi strati che osteggiano l’antico, ma soprattutto consentono una riflessione diversa su una città liberata dai colori delle immagini più letterarie, dove l’acqua, per quanto dimenticata e sorda, appare protagonista, in un confondersi di cielo e fiume dagli inusuali toni del metallo liquido.

Testo di

Pippo Ciorra

Category
MACRO, XV edizione