Guy Tillim: Roma, città di mezzo

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Le immagini di Roma create da Guy Tillim catturano momenti silenziosi ed effimeri, quasi un battito di ciglia tra un pensiero
e l’altro. Egli non vuole commemorare, né rivendicare alcun legame sentimentale con l’ambiente che lo circonda; la sua indagine ha invece come oggetto il ciclo
di decomposizione e rinascita proprio della città eterna, visto attraverso il candore di un outsider, un processo che ci porta a sentire e a considerare la Roma archetipica e contemporanea in un modo del tutto nuovo. (…)

Tillim sa catturare la doppia anima del paesaggio romano, fatta di forme logorate e proliferanti; trasmette una sensazione di potenza fugace, mediante immagini di edifici spettrali presenti tanto nel cuore archeologicamente ricco di Roma quanto nelle sue periferie più distanti. Opere che sottolineano la natura organica ma provinciale di una città la cui vita quotidiana è dominata dalla tensione che scaturisce da un paesaggio urbano certamente incompleto e incoerente, ma legato indissolubilmente al proprio passato.

Testo di

Nicola Brandt

Category
MACRO, XV edizione