Olivo Barbieri: site specific_ROMA 14

About This Project

 

Occhi Che Ragionate

 

Lo sguardo che si getta su di un plastico è mentale più che fisico: l’occhio ragiona quasi prima di vedere perché sa di trovarsi di fronte a una rappresentazione, a un sistema creato apposta per rendere la realtà comprensibile, compatta, in modo che entri tutta intera nella nostra mente. E ne è felice, ne gode con un piacere che è al tempo stesso razionale e infantile. Il modellismo si basa sulla sensazione unica che dà la riproduzione in scala: di automobili, aeroplani, navi, edifici, il Colosseo, la Tour Eiffel… oggetti che si offrono integri all’ammirazione lasciando libera la mente di correre in entrambe le direzioni: verificando come dal grande si sia riusciti a passare fisicamente al piccolo, e come dal piccolo si possa virtualmente proiettare il grande. I due grandi processi creativi, miniaturizzazione e magnificazione. Oltre che nell’allenare a questo esercizio spaziale, il fascino dei plastici sta nei tempi diversi, nello sfasamento rispetto a quanto percepiamo osservando la realtà così com’è, in questo preciso momento: nella gran parte dei casi, essi illustrano qualcosa che non c’è ancora, ed esiste solo allo stadio di progetto, oppure qualcosa che non c’è più o non è più uguale, come un’antica città di cui restano solo rovine circondate da palazzi recenti. Rende visibile, e dunque a suo modo reale, quanto ricostruisce. Le proporzioni minuscole non sottraggono realtà, anzi, per così dire, possono addensarla maggiormente, succhiando via gli spazi vuoti tra gli atomi e avvicinando il nucleo di ciò che c’è da vedere e da capire. Sul plastico di una città, possiamo librarci in una visione aerea che normalmente sperimentiamo solo sognando o fantasticando, come Peter Pan e i suoi amici che volano nel cielo di Londra. Anche se rimane ad altezza d’uomo, miracolosamente la nostra vista diventa quella aguzza e sterminata dell’aquila.

Text by

Edoardo Albinati

Category
MACRO, XIV edizione