Paolo Pellegrin: Sevla

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Pellegrin cerca l’umanità che la città eterna sembra aver perduto. La trova in una famiglia rom. Non cerca la grande città, le sue stratificazioni nel corso dei secoli, millenni. È difficile per un romano confrontarsi con la bellezza, riferirsi a Colosseo e Fori, le piazze e la statuaria, Rinascimento e Barocco. Per molti aspetti è come se lui romano non avesse ancora elaborato la sua città, d’altronde cosa impossibile da fare. Pellegrin ha lasciato Roma da molto, ha vissuto in Francia, America, Inghilterra, ma soprattutto viaggia sempre. Torna
a Roma e si tiene ai margini e quel prototipo di famiglia è ciò che c’è più vicino alla sua visione del mondo. (…) La sua è un’operazione di condivisione forte con i protagonisti delle sue immagini, è la rinuncia alla città per la famiglia. Una famiglia con poche sovrastrutture, grande, numerosa, con un senso di rispetto per il tempo
e l’anzianità, diversa dalla disgregazione occidentale, calorosa.

Testo di

Marco Delogu

Category
MACRO, XV edizione