Paul Graham: The Present

About This Project

 

Paul Graham realizza The Present come ultima tappa di una trilogia che include American Night e A Shimmer of Possibility. Nella prima serie l’artista esplorava la frattura sociale esistente in America, sovraesponendo le immagini con l’intento di creare “scene di un bianco accecante che rendessero quasi invisibili persone e paesaggi spogliati di tutto”. In A Shimmer of Possibility esaminava invece “la compressione del tempo nella fotografia”, rappresentando momenti intermedi, luoghi di mezzo, persone in transizione. Con i suoi intensi ritratti newyorkesi, The Present s’interroga infine sulla nostra stessa consapevolezza del mondo.

 

In contrasto con la tradizione della street photography degli anni ’60 e ’70, in cui una foto conteneva tutti gli elementi formali essenziali, Graham indaga invece la natura di questo genere e i suoi limiti, scattando due, o a volte, tre foto a distanza di qualche secondo, spostando il punto di vista e la messa a fuoco. Osservati insieme, questi scatti sono un’imitazione dell’esperienza visiva, nella quale la nostra concentrazione si sposta continuamente da un oggetto all’altro. Man mano l’osservatore realizza quale sia il vero soggetto: l’occhio del fotografo, il suo errare ed esplorare ciò che lo circonda, il cambiare fuoco da una figura all’altra, dal primo piano allo sfondo.

 

L’interesse di Paul Graham nello “spezzare il momento decisivo, per impedire alla vita di diventare un unico frammento immobile, cercando di riflettere in parte lo scorrere del tempo” conduce al film e all’ovvio conflitto tra i due mezzi di comunicazione. Eppure l’artista rifiuta “la tirannia del racconto” e della trama imposta dal film. Ritiene invece che la fotografia sia “una riflessione molto più attenta su come la vita si pone nei nostri confronti, spontaneamente, non in piccoli racconti perfetti”. Nelle sue immagini le persone passano e proseguono per la loro strada. Siamo testimoni dello scorrere del tempo che si svolge in “una progressione irregolare, imprevedibile e sfuggente”.

In collaboration with

carlier | gebauer

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MACRO, XIV edizione