Pier Paolo Pasolini

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Solo passeggiando per Roma – scriveva la Bauer – si può cercare di allentare un po’ la morsa della nostalgia per la perdita di Pier Paolo Pasolini.

Ciò che ci manca infatti di Pasolini sono la voce, lo sguardo, il sorriso, il passo, il modo di muovere le mani (raramente si è dato, nell’ambito della letteratura, un caso più chiaro di incarnazione del verbo in calore e prossimità).

Questa esposizione nasce dall’augurio folle e dalla fede nella futura resurrezione dei corpi, e cioè di riaverlo davanti, come Dante, nell’aldilà, dopo lungo silenzio, il suo amatissimo, immenso, e che gli sorride, Virgilio.

Dalla collezione di

Giuseppe Garrera

A cura di

Alessandro Dandini de Sylva e Giuseppe Garrera

Testo di

Giuseppe Garrera

Category
MACRO, XV edizione