Rachel de Joode: Metabolism

About This Project

 

“La documentazione visiva dell’opera d’arte viene sempre più dispersa e moltiplicata in rete attraverso like share e gli spettatori online diventano la stragrande maggioranza degli spettatori di una mostra. Tutte le opere, a prescindere dalla loro natura, sono appiattite e ridotte a diverse centinaia di pixel e l’immagine fotografica digitale ha ormai soppiantato l’oggetto d’arte” [1].

 

Rachel de Joode sonda il ruolo e l’estetica dello spazio espositivo in relazione alla vastissima circolazione della documentazione dell’arte contemporanea su internet. Il suo lavoro esplora il rapporto tra l’opera d’arte tridimensionale e la sua controparte bidimensionale virtuale, fondendo i mezzi della fotografia e della scultura in un costante gioco tra superficie e matericità.

 

Per Rachel de Joode la fotografia è lo strumento ideale per appiattire e trasformare le sue sculture in superficie, poi di nuovo in sculture e di nuovo in superficie. L’oggetto scultoreo viene riconfigurato attraverso la lente a due dimensioni per poi tornare di nuovo nel mondo tridimensionale. La fotografia iniziale viene manipolata, mescolata ad altre e stampata per poi trovare la sua strada in nuove fotografie o sculture. Un lungo processo di sperimentazione che riporta le immagini digitali ad assumere una presenza fisica nello spazio espositivo.

 

Materiali organici, pelle, pietre, argilla: nulla è come sembra. Le sculture di Rachel de Joode generano un senso di dissonanza che modifica le nostre aspettative. Più riferimenti sono intrecciati in un unico racconto che, proprio come internet, fornisce un collage affascinante d’informazioni non corrispondenti. Il lavoro di Rachel de Joode appartiene al nostro tempo, attinge a temi come la tecnologia e l’isolamento, e altera la linea di confine tra mondi fisici e mondi virtuali. Ciò che rimane è una domanda circa l’esistenza e la percezione dell’immagine nell’era digitale.

 

[1] Loney Abrams, Flatland, “The New Inquiry”, 12 agosto 2013.

Curated by

Alessandro Dandini de Sylva

In collaboration with

Neumeister Bar-Am

Category
MACRO, XIV edizione